Il giornalista perfetto… o quasi!

14 Dicembre 2008 Nessun commento

Bravi giornalisti si nasce o si diventa? Se lo saranno chiesti in molti: da chi studia per diventarlo, chi lo è già o chi semplicemente legge il giornale oguarda il telegiornale tutti i giorni.
"Il giornalista quasi perfetto" (Editori La Terza, 338 pagine 12.00 €) scritto da David Randall, capo redattore dell’Indipendent on Sunday  a Londra non è il solito manuale che con tante parole cerca di illustrare i segreti del giornalismo. Ma al contrario con anedotti, citazioni ed esperienze racconta e descrive un giornalismo pratico, corretto e informativo.
Lo scrittore non si rivolge solo a giornalisti o addetti ai lavori; ma offre una serie di consigli utili anche per chi non è dentro il complesso ma affascinate mondo delle carta stampata e non solo. Internet è uno strumento raccoglie le notizie di migliaia di persone un giornalista, un buon giorn
alista non può non saper utilizzare la rete. Come cercare le notizie o gestire le fonti, come realizzare un intervista o come iniziare un pezzo, sono gli aspetti principali del libro. Il giornalismo, secondo Randall non è letteratura ma un misto di notizie, ricerche, piccoli dettagli. Tutto questo deve essere chiaro,semplice, vivace e preciso.
 Il giornalista perfetto è colui il quale "servirà  la società  meglio dei funzionari pubblici più zelanti, perchè non farà  gli interessi dello Stato ma del cittadino: informandolo infatti gli conferisce potere" ha affermato l’autore.

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Il Web in aiuto dell’anoressia..

13 Dicembre 2008 Nessun commento

Il nome viene dall’ebraico "Tu Puoi",Timshel, è il nuovo portale ideato dal ministro per le Politiche Giovanili: Giorgia Meloni, lo scorso 27 Novembre.

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Google Chrome diventa 1.0

12 Dicembre 2008 Nessun commento

A 100 giorni dalla presentazione uffciale, il browser open source di Google, Chrome abbandona la versione beta per una release stabile 1.0. E’ adattabile alle piattaforme Mac e Linux e ha maggiori prestazioni e stabilità. In più, il potenziamento del motore V8 JavaScript consente una velocita di 1,4 superiore alla versione beta ma anche la gestione dei bookmark sarà perfezionata.

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La parole più cliccate del 2008

11 Dicembre 2008 Nessun commento

Anche quest’anno Google ha pubblicato Zeitgeist ossia "Lo Spirito del Tempo", la classifica delle parole più richieste sul motore di ricerca. Sono entrate il classifia le parole che rispetto al 2007 hanno avuto un boom delle ricerche e le parole più cercate in assoluto. Al primo posto tra le richieste dell’ intera comunità del web c’è soprendentemente la candidata vicepresidente repubblicana Sara Palin. La governatrice dell’Alaska ha superato l’eletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama sesto e il social network Facebook.

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Il Premio Pulitzer Abbraccia il Giornalismo On-Line

10 Dicembre 2008 Nessun commento

Il "Pulitzer"è il riconoscimento americano più prestigioso per il mondo del giornalismo. Dal 1904,anno della sua creazione, assegna ogni anno premi in 21 categorie: dalla fotografia ai testi di narrativa. Dalla prossima premiazione, di Aprile 2009, il premio verrà esteso anche per  "giornali stampati e organi di informazione che pubblicano solo sul web".Per l’ amministratore della competizione Sig Gissler è un "evoluzione logica della missione storica del premio Pulitzer. Controlliamo costantemente i cambiamenti sulla scena mediatica per apportare gli aggiustamenti necessari a mano a mano e con moderazione". Il premio statunitense ha conosciuto già diverse evoluzioni nel corso della sua storia e precisamente dal 1943 vengono premiati i servizi fotografici. Nel 2006 l’informazione in rete veniva premiata ma vennero ammessi solo dei siti giornalistici di testate che avevano anche le pubblicazioni cartacee. Ora  l’unico requisito per concorrere alla premiazione è quello di aver pubblicato fino alla settimana precedente la premiazione.Eppure i siti delle emittenti televisive e i periodici continuano ad essere esclusi, mentre i giornali on-line potranno essere premiati. La Columbia University di New York che amminista l’autorevole premio statunitense, ha stabilito che dal prossimo anno le testate in Internet potranno usufruire della stessa dignità della carta stampata. E’ un "evento importante che riflette la nuova tendenza dell’ informazione moderna, dove non ci sono più distinzioni tra il giornalismo del web e quello della carta stampata" ha aggiunto Sig Gissler.

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KoobFace attacca FaceBook

7 Dicembre 2008 1 commento

Si presenta come un amico ma è un virus. Koobface è il virus di ultima generazione che minaccia il social network più conosciuto del momento. Preoccupa i 120 milioni di utenti di Facebook e anche i gestori del sito, il virus si riceve con una semplice e-mail con il collegamento al sito di You Tube. "Sembri così divertente sul nostro nuovo video" dice lo  uno stuzzicante invito che non fa partire il video ma viene chiesto di scaricare un aggiornamento di Flash Player. Un volta entrato nel vostro computer il virus si diffonde nel sistema di messaggistica del social network per infettare i Pc degli amici virtuali. Inoltre il virus si impossessa di dati personali come i numeri delle carte di credito. Anche Myspace era stato colpito ad agosto da Koobface ma grazie ad una tecnologia speciale si è riusciti a sconfiggerlo. All’ indirizzo  facebook.com/security, Facebook informa gli iscritti su come cancellare i messaggi infetti e rimettere a posto i computer.   

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La Scuola Vista da YouTube

5 Dicembre 2008 Nessun commento

Ha già avuto circa trenta mila contatti in meno di 30 ore,www.youtube.it/mariastellagelmini, il canale su YouTube creato dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Creato ieri mattina sarà " un luogo in cui il ministro si confronterà con i ragazzi attraverso video domande o commenti che tutti potranno inviare. Ogni settimana il ministro risponderà agli studenti sui temi della scuola, dell’ università e della ricerca" ha illustrato il Ministero.
Un iniziativa che sta avendo grande successo e dove, come afferma il ministro Gelimini ”Come si puo’ vedere vengono pubblicati tutti i giudizi, anche i piu’ critici. Non vengono pubblicati soltanto i commenti offensivi”.
Dei quasi 1800 commenti e domande, la maggior parte si riferiscono ai fondi per scuola e università; tantissimi quesiti che per il Ministro Gelmini sono significato della "voglia di confrontarsi sulla scuola e sull’universita’ e di cambiare e’ fondamentale per tutti gli studenti italiani. Non mancano certo le critiche costruttive che terro’ nella massima considerazione”.
Un cambiamento necessario per la Scuola italiana per migliorare le strutture scolastiche ma anche per migliorare il corpo insegnati; il ministro vuole sottolineare che "il 97% del bilancio del ministero dell’Istruzione e’ destinato a pagare stipendi e non ci sono soldi per l’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza degli edifici, innovazione, formazione degli insegnanti, merito, stipendi piu’ alti per insegnanti, nuove tecnologie. E quindi una scuola che investe per questi settori solo il 3% del suo bilancio non ha futuro. In Italia il personale amministrativo e i professori sono 1.300.000. Secondo me sono troppi e mal pagati. Quello che vorrei e’ avere un numero di insegnanti adeguati al numero di studenti ma meglio pagati e piu’ valorizzati come nel resto d’Europa”.  L’Università sarà investita da questa onda riformatrice. Per il ministro dell’Istruzione: "E’ necessaria una profonda autocritica, anche del mondo universitario, per eliminare sprechi e privilegi. Con il disegno di legge del governo gli atenei con una spesa per il personale al di sopra del 90% dello stanziamento statale non potranno effettuare nuove assunzioni. Ci saranno piu’ finanziamenti per migliorare l’offerta formativa, la ricerca, la didattica, poiche’ e’ un’assoluta priorita’ bloccare la fuga delle migliori intelligenze italiane verso l’estero. E’ per questo che il decreto sull’universita’ prevede l’assunzione di 4.000 nuovi ricercatori, che il 60% delle future assunzioni negli atenei sia riservato all’ambito della ricerca e che ci siano agevolazioni fiscali per quei ricercatori intenzionati a rientrare in Italia dall’estero”.
La Gelmini conclude con un ringraziamento a tutti coloro che hanno già mandato um messaggio sul canale e invita tutti ad inserire domande, proposte e iniziative interessanti.
 "cerchero’ di rispondere a tutti!!".

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Basta Copyright! Solo libera Creatività!!

4 Dicembre 2008 Nessun commento

La Gioventù Super-Tecnologica

29 Novembre 2008 1 commento

E’ un isola felice quella della Digital Generation. I Nati Digitali parlano tutti la lingua della Tecnologia: sono tutti quei ragazzi nati dal 1993 – 1994. Tanti ragazzi che per il tutto il giorno sono a contatto con i nuovi strumenti della teconologia. Nel ricordo di Giovanni Giovannini, giornalista editore e presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e dell’ Ansa, e per il 25° compleanno della rivista Media Duemila; Venerdi 28 Novembre è stato organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni e l’Osservatorio Tuttimedia il convegno: "Nati Digitali" – Tendenze di una generazione senza avi - presso l’Accademia Nazionale dei Lincei a Roma.Con il ricordo di Giovanni Giovannini che prende il via la prima parte del convegno."Giovanni Giovannini è stato un maestro oltre che pensatore e giornalista" ricorda Giampiero Gravaglia attuale direttore dell’Ansa."Cronista editore della Rivoluzione del Digitale" lo descrive Sergio Lepri, giornalista e amico di "Vanni" con il quale ha lavorato per 9 anni all’ Ansa.
"Il Giornalismo è un servizio, è una passione civile" era questo il giornalismo per Giovannini, un uomo che "aveva nostaligia del futuro" come ricorda ancora Sergio Lepri.Un altro suo grande amico è stato il giornalista Arrigo Levi che lo ricorda come un "Anima da cronista e testimone del tempo ".
Carlo Malinconico ne ricordala "personalità poliedrica" e l’ ultimo erede di Giovanni Giovanni alla presidenza della Fieg crede che in "Tutti i grandi avvenimenti di evoluzione hanno avuto processi difficili". Un nuovo impluso all’editoria è stata la Legge 416 del 1981, legge che regola l’organizzazione della stampa e dell’editoria ma a cui oggi non sono state aggiunte nuove normative dovute anche al progresso tecnologico. "La carta stampata è sinonimo di pluralismo, la tecnologia è mezzo per l’espressione e l’editoria è sana precondizione di una stampa libera" conclude il presidente della federazione degli editori.
Al convegno hanno partecipato anche: Paolo Paloschi, Amministratore Delegato "Il Piccolo" e "Messaggero Veneto";Sebastiano Sortino,Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Per celebrare i 25 anni di Media Duemila,Bruno Lamborghini presidente dell’Associazione Italiana per l’informatica ed il calcolo automatico (AICA), definisce la rivista un’ amata creatura che guarda al futuro.
"I Nati Digitali sono un passaggio culturale delle tecnologie come parte di sè -spiega Lamborghini- il web 2.0 è cultura dello scambio e la nascita di valori e creazione di conoscenze". Tuttavia, in Italia lo sviluppo della cultura informatica non è soddisfacente.

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“Stay Hungry. Stay Foolish.” Il Discorso di Steve Jobs ai neo-laureati di Stanford

26 Novembre 2008 Nessun commento


Stanford Report, 14 giugno 2005 – Questo è il testo del discorso di Steve Jobs, capo di Apple Computer e Pixar Animation studio, in occasione della consegna dei diplomi celebrata il 12 giugno 2005.

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull’unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcuni mesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.

La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.